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Società 3 min di lettura 150
29 Lug 2026 · 09:38
OPINIONE

Ma perché dovrei continuare a PAGARE tutte queste TASSE?

Forse la tassa più odiata dagli italiani è proprio il bollo auto, che grava ogni anno sui redditi di famiglie, imprese e singoli. Se i servizi sono inesistenti, viene da chiedersi che senso abbia continuare a pagare le tasse.

Ma perché dovrei continuare a PAGARE tutte queste TASSE?

Immagine generata con AI


A cosa serve?

La tassa di possesso sul mezzo di trasporto, regolata dal Testo unico del 1953, ha la funzione di elargizione di prestazioni alla pubblica circolazione, ma non solo. Entrando nelle tasche della regione di residenza, il ricavato del pagamento di bollo finanzia, tra gli altri (o dovrebbe farlo), il mantenimento provinciale delle strade, la sanità e il trasporto pubblico locale.
Se prendiamo in considerazione la Calabria, però, c’è da mettersi a piangere.

Dove sono i servizi?

Con un costo medio tra i 200 e i 260 € all’anno (in base ai kW del motore del proprio mezzo), la nostra regione si trova al terzo posto per onerosità, superata solo da Campania e Abruzzo. Le strade sono piene di buche, la sanità è al collasso e dei mezzi pubblici neanche a parlarne. Allora verrebbe da chiedersi: perché dovrei pagarlo? La risposta sembrerebbe controintuitiva, tuttavia ha una sua logica. Contribuendo alle spese regionali – di cui la sanità assorbe oltre l’80% del totale e grava, dunque, in maniera considerevole sui bilanci regionali – la sua evasione comporta una contrazione della disponibilità economica proprio per sostenere quei servizi che la persona comune si vede negati e dei quali pretende (giustamente) di poter fruire.

Eppure, per pretendere qualcosa dallo Stato o dalla Regione, bisogna dare qualcosa: la sanità, per esempio, non è gratuita ma è tenuta a galla da chi le tasse le paga anche per chi le evade.

Tradotto: qualcuno paga di più perché qualcun altro non paga affatto.

  Evasione e demografia

In Calabria vivono poco più di 1,8 milioni di abitanti. Gli anziani corrispondono al 24,6% della popolazione totale e, per forza di cose, è molto più probabile trovare un over 65 in ospedale rispetto a una persona più giovane. Dato che gran parte dell’incasso del bollo – e delle altre tasse regionali – finisce nella sanità e che l’evasione fiscale è, in percentuale, la più alta d’Italia (parliamo di oltre il 18%), sembra paradossale pretendere che Occhiuto, o chi per lui, possa fare miracoli. Qui non si tratta di difendere l’operato del presidente della regione, bensì di dire le cose come stanno.

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È facile pretendere quando non si dà, volere che le strade siano perfette e gli ospedali non vengano chiusi, accusando il privato di fare concorrenza sleale al pubblico. Inoltre, volendo valutare in termini assoluti e non percentuali, allora la regione con la più alta evasione risulta essere la Lombardia. Ma questa non è una gara a chi fa peggio.

Quale futuro?

Il lavoro nero, stima l’ISTAT, riguarda in Calabria oltre il 17% dei considerati inattivi (quella fetta della popolazione che non cerca lavoro, tra cui studenti e casalinghe). Stando ai dati ufficiali, solo il 46,4% delle persone residenti in Calabria nella fascia d’età che va dai 15 ai 65 anni risulta possedere un lavoro. Il che è, onestamente, molto difficile da credere. Il restante 53,6% è composto da disoccupati, inattivi… ed evasori. Se a questa percentuale aggiungiamo gli over 65, dunque i pensionati, la situazione diventa ancor più grave ed economicamente insostenibile per chi paga le tasse. Con una popolazione che invecchia e una regione che si svuota dei suoi giovani migliori, privati di un futuro nonostante titoli accademici di rilievo, continuare a esigere che solo dalla politica arrivino risposte è, davvero, ingeneroso.

Il bollo è un esempio di un problema, questo sì, sistemico: ricade letteralmente su tutti e, come al solito, chi paga per tutti gli altri viene trattato come il fesso.

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