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Sport 7 min di lettura 201
04 Set 2026 · 17:40

AIAC Cosenza, il Presidente Tuoto a 360 gradi: dalla crescita del movimento alle realtà locali, fino ai ricordi da bomber

Intervista al presidente dell'AIAC Cosenza sul momento attuale, la crescita dell'associazione e i miglioramenti da attuare nel calcio cosentino.

AIAC Cosenza, il Presidente Tuoto a 360 gradi: dalla crescita del movimento alle realtà locali, fino ai ricordi da bomber

L’ex bomber Claudio Tuoto, oggi alla guida dell’AIAC Cosenza, ha fatto con noi il punto sui progressi e le sfide del calcio locale, tra l’analisi delle società del territorio e il ricordo della sua carriera da calciatore.

1) Presidente, com’è cresciuto il movimento negli ultimi anni e quali sono i punti principali su cui puntare per migliorare?

Con grande soddisfazione posso dire che si è registrato un notevole aumento degli iscritti: quadruplicare il numero dimostra che allenatori, preparatori atletici e tutte le figure legate all’AIAC hanno sposato appieno il nostro metodo. Si tratta di un approccio che si fonda sulla condivisione, sul confronto e, soprattutto, su un’offerta formativa costante, che in passato purtroppo era mancata.  Per proseguire su questa strada, abbiamo bisogno di un profondo cambiamento culturale: dobbiamo ampliare tutti le nostre conoscenze attraverso un confronto più aperto, creando nuove occasioni di incontro e incrementando le giornate di formazione e di gruppo. È esattamente questa la direzione che seguiremo nei prossimi due anni, fino alla conclusione del mio mandato.

2) Nella scorsa stagione, quali squadre e allenatori l’hanno colpita di più? E quest’anno c’è un tecnico o un club che seguirà con maggiore interesse?

L’annata 2025-2026 è stata straordinaria per il movimento dei tecnici calabresi, come abbiamo evidenziato agli AIAC Awards raddoppiando i riconoscimenti, passati da 30 a ben 60 professionisti premiati. Questo successo dimostra il valore dell’intero movimento cosentino e regionale, capace di imporsi anche a livello internazionale, come testimonia la vittoria del campionato in Grecia dell’AEK Atene con l’apporto del nostro preparatore dei portieri Marco Garofalo.

L’AIAC sostiene indistintamente tutti i propri tecnici sul territorio: i risultati sul campo sono sotto gli occhi di tutti, dalle categorie minori fino al trionfo nel campionato di Eccellenza con il Praia Tortora di mister Viscardi, passando per i percorsi playoff e i successi di Stranges con la Morrone, Bria con la Soccer Montalto e Franzese con il San Fili, senza dimenticare i sacrifici e la passione dei mister di Seconda Categoria. Il nostro impegno quotidiano, come presidente e direttivo, continuerà a rivolgersi a ogni disciplina, dai dilettanti al femminile fino al futsal, valorizzando i successi locali e mettendo sempre al centro la crescita dei giovani attraverso formazione e confronto continui.

3) Cosa pensa del nuovo progetto sportivo del Rende? Conosce la società e il tecnico Perrelli?

Il nuovo progetto del Rende è un esempio virtuoso di programmazione e professionalità che fa bene a tutto il nostro calcio. Insieme a realtà come la nuova Rende City e a società storiche o emergenti come la Morrone, il Real Cosenza, la Soccer Montalto, il Pro Cosenza, il Coscarello, si sta compiendo un ottimo lavoro: creare e valorizzare i settori giovanili portando nuova competenza è un beneficio per l’intero movimento. Allo stesso tempo, occorre massima attenzione sulla qualifica degli operatori: in campo devono stare esclusivamente figure abilitate e con competenze specifiche.  Lavorare a contatto con i giovani comporta la grande responsabilità di saper insegnare correttamente il gesto tecnico e di curare in modo adeguato la preparazione fisica. 

Per quanto riguarda mister Perrelli è un allenatore che si è recentemente abilitato con la UEFA ed è una figura che conosciamo da tempo. Maurizio è una persona fantastica e un ottimo tecnico che ha intrapreso un nuovo percorso, sebbene in Promozione; è una figura professionalmente valida e importante, che negli anni passati ha lavorato nel professionismo sia con Roberto Occhiuzzi sia con Francesco Modesto, rappresentando un punto di riferimento fondamentale sul territorio grazie alla sua grande preparazione. Faccio i miei migliori auguri al Rende City e a tutte le società calabresi (dalla Serie D all’Eccellenza, fino alla Promozione e alle categorie inferiori di Prima, Seconda e Terza Categoria)  affinché disputino ottimi campionati e raggiungano i loro obiettivi stagionali. 

4) Un commento sulla situazione del Cosenza?

Sul Cosenza serve un percorso condiviso: istituzioni, presidenza, società, tifosi e tutto l’ambiente devono remare nella stessa direzione, perché la Cosenza calcistica non può restare in queste condizioni.  Rivolgo un appello a tutti affinché si faccia un passo indietro per ricucire i rapporti, invitando in particolare la tifoseria e la società a trovare un punto d’incontro. La nostra città ha bisogno del calcio professionistico e del sostegno di tutti; da parte nostra, come addetti ai lavori, garantiamo il massimo supporto all’intero movimento con l’augurio che il Cosenza possa presto tornare ai fasti di un tempo.

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5) Lei è stato un grande bomber calabrese: da dove è partito e come è riuscito ad arrivare a quei livelli?

Prima dell’ottobre 1987, ero un semplice ragazzo di dodici anni che giocava a pallone solo per divertimento tra strada, quartiere e villetta, senza aver mai fatto parte di una scuola calcio né di una squadra ufficiale.  La mia avventura nel calcio giocato è iniziata all’improvviso, con la chiamata nella categoria Giovanissimi della SS Stadio, società di Via degli Stadi guidata dal presidente Maurizio Guma. Da quel momento ho sempre affrontato il campo con l’unico obiettivo di vincere, mettendo in gioco un carattere, una determinazione e delle qualità che oggi ritengo più difficili da riscontrare nei giovani calciatori. 

Il passaggio alla Morrone ha segnato la svolta: nella stagione 1990-1991 la squadra ha compiuto uno storico triplete vincendo i titoli regionali nelle categorie Allievi, Giovanissimi e Juniores. L’esordio in Eccellenza è avvenuto nella stagione 1992-1993 durante Morrone-Pignano, impreziosito dal gol del 3-3 segnato al novantesimo minuto, appena quindici minuti dopo l’ingresso in campo in Coppa Italia Dilettanti.  La carriera da calciatore si è conclusa  a dicembre 2016.

Chiusa la carriera da giocatore, il percorso è proseguito immediatamente come allenatore nella stagione 2016-2017. L’esperienza nel calcio e nella vita ha insegnato che nulla viene regalato e che i risultati si ottengono solo con enormi sacrifici, determinazione, perseveranza e la capacità di rialzarsi dopo ogni caduta, lasciando che siano i gol e i risultati a parlare.

6) Ha segnato gol pesanti… Qual è la rete che porta più nel cuore e c’è una squadra a cui è particolarmente legato?

Segnare tantissimi gol e vincere molti campionati mi ha permesso di dare un contributo fondamentale: dal 1992 al 2016, in oltre vent’anni di carriera, circa il 90% degli obiettivi stagionali è stato raggiunto anche grazie alle mie reti. Ogni marcatura regala un’emozione unica e dà ad un attaccante la fiducia per continuare a spingere, ma quelle legate ai traguardi di squadra hanno un valore speciale.  Conservo ricordi preziosi dei primi gol in Eccellenza con la Morrone e delle reti con Castrovillari, Rossanese, Palmese, Trebisacce, Corigliano, Paolana e Tavagnacco. Tra i momenti indimenticabili ci sono le promozioni con Castrovillari, Trebisacce, Acri, Sambiase, Palmese e Corigliano Schiavonea, i gol negli spareggi nazionali e le salvezze epiche, come quelle con la Paolana o con il Rende quando tutti ci davano per spacciati.

Se devo scegliere il gol simbolo della mia carriera, resta quello segnato il 14 ottobre 2007 nel derby con il Castrovillari contro il Cosenza: un’emozione straordinaria davanti a 5.000 spettatori che mi porterò sempre dentro.

7)  Oggi fa l’allenatore: qual è la differenza principale tra quando giocava e  adesso che siede in panchina?

La differenza principale tra giocatore e allenatore è che il giocatore si concentra sul proprio ruolo e sul lavoro di squadra in campo, mentre l’allenatore ha la responsabilità di gestire l’intera squadra, lo staff e la crescita dei giocatori, coordinando allenamenti e strategie. Entrambi però condividono l’importanza di fare gruppo e mantenere lo spirito di squadra.

8) Per chiudere: quali sono i prossimi obiettivi dell’AIAC?

L’obiettivo dell’associazione allenatori è proseguire il percorso di crescita, formazione e confronto per tutti i professionisti dell’AIAC di Cosenza. Continueremo a valorizzare iniziative come la rubrica Tecnico Insider e ad ampliare IKE World, dedicando sempre più spazio e visibilità al settore giovanile e alle scuole calcio. Vogliamo far crescere i numeri e dare un contributo concreto affinché il calcio italiano, partendo proprio dal lavoro sul territorio, possa ritornare ai vertici mondiali.  Un pilastro fondamentale del nostro programma è il Premio Corigliano, intitolato all’avvocato Ernesto Corigliano che fondò l’AIAC nel 1966. In occasione dei sessant’anni dell’associazione, organizzeremo presto una manifestazione a Cosenza per celebrare questa ricorrenza e ribadire con orgoglio che la nascita del sindacato a tutela degli allenatori si deve proprio a un grande cosentino.


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