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Sport 5 min di lettura 1.4k
14 Ago 2026 · 06:30
L'intervista

Rende, il DT Occhiuzzi: “Riportiamo la squadra in alto. Massima priorità al settore giovanile”

Intervista all'attuale direttore tecnico ed ex bandiera del Rende, Roberto Occhiuzzi, sulla nascita della nuova squadra.

Rende, il DT Occhiuzzi: “Riportiamo la squadra in alto. Massima priorità al settore giovanile”

Roberto Occhiuzzi, con il supporto di alcune personalità del territorio, ha dato vita a una nuova realtà calcistica in città, riaccendendo l’entusiasmo della piazza. L’ex centrocampista ha rilasciato alla nostra testata un’intervista sul nuovo progetto.

1) Direttore, ci spiega com’è nata l’idea di questo nuovo progetto? Quali sono state le motivazioni principali alla base di questa scelta?”

Questa è una società che abbiamo creato sulla base dei due anni di Academy realizzata all’interno del CUS: un progetto mio e di mia moglie.
Successivamente abbiamo fondato questa nuova società, il cui obiettivo al terzo anno era quello di dare continuità al settore giovanile , avendo fatto crescere il nostro prodotto in casa, e creare una prima squadra. L’idea prioritaria era quella di ridare una squadra cittadina a Rende: una realtà che avesse una base solida nel settore giovanile e ambizioni future importanti.
Ovviamente, queste ambizioni devono fondarsi su basi forti: i giovani, un progetto serio e una struttura idonea.

È fondamentale investire sulle strutture per dare nuovamente una casa alle famiglie, alla città e soprattutto alla squadra cittadina. In questo modo si potrà ridare centralità e nuova luce allo stadio Marco Lorenzon.

2) Che politica avete adottato per la scelta dei giocatori? Punterete molto sui talenti del territorio?

La scelta dei giocatori punta a creare una squadra molto competitiva per il campionato di Promozione. Siamo ancora in attesa di un probabile ripescaggio, anche se la vedo dura ed è molto difficile; ad ogni modo, la speranza è l’ultima a morire.  Stiamo allestendo un organico competitivo grazie a un mix di giovani e di ragazzi over che hanno l’età giusta per garantire continuità al progetto e trainarci verso categorie sempre migliori. Diamo inoltre un’attenzione fondamentale alla categoria Juniores: abbiamo organizzato diversi stage visionando circa 200 ragazzi. È stata una grossa soddisfazione che dimostra quanto il Rende Calcio e la sua storia continuino ad attrarre i giovani.

3) Vi siete dati un tempo massimo per quanto riguarda le vostre ambizioni? Quale sarà il vostro obiettivo per questo campionato?

Vorremmo ritornare tra i professionisti. Non ci siamo prefissati un limite di tempo rigido perché la fretta è cattiva consigliera: bisogna arrivarci con la giusta programmazione e con una struttura adeguata. Già oggi puntiamo ad avere servizi importanti: una palestra e un manto erboso idonei, tribune e spogliatoi adeguati, oltre a spazi confortevoli per i tifosi.
Oltre alle strutture, negli anni, grazie al lavoro di scouting e soprattutto alla valorizzazione del settore giovanile, l’obiettivo è portare sempre più ragazzi in prima squadra per conquistare nel tempo il ritorno nei professionisti.

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4) Seguire un progetto come il vostro diventa sempre più difficile nella realtà che sta vivendo il calcio italiano. Cosa pensa della crisi del nostro calcio? Dove stanno le colpe principali e  da dove si dovrebbe ripartire?

La crisi del nostro calcio purtroppo parte dal basso, dai settori giovanili. Nasce dal fatto che oggi ci sono dinamiche che vanno al di là del merito sportivo sul campo. Io credo che se un giocatore è bravo e merita, bisognerebbe semplicemente riconoscerglielo.
La cosa fondamentale è dare coraggio ai giovani. Io ho esordito in Serie B a 19 anni e giocavo in Promozione già a 15: mi è stato dato spazio e non sono mai stato trattato solo come un under di passaggio. Bisogna credere nei giovani e nei prodotti del proprio vivaio, ed è esattamente ciò che faremo.

5) Lei, inoltre, ha giocato da protagonista per 4 stagioni al Rende. Che ricordo conserva di quegli anni?

Ho giocato quattro stagioni al Rende e sono, insieme a De Brasi, il calciatore con più presenze nei professionisti con questa maglia. Sono state stagioni fantastiche in cui abbiamo sfiorato la Serie C1 nella famosa finale di Taranto; l’anno successivo abbiamo giocato in Coppa Italia contro la grande Lazio di Delio Rossi all’Olimpico di Roma.
Sono stati anni stupendi. In quell’epoca avevamo riempito lo stadio: rivedere il Lorenzon di nuovo pieno, e soprattutto pieno dei nostri ragazzi che sviluppano un senso di appartenenza verso la squadra della propria città, sarà una bellissima soddisfazione.

6) Nella sua carriera ha militato anche al Cosenza. Oggi il club rossoblù sta vivendo un periodo molto difficile: un suo commento a riguardo?

Il momento del Cosenza è difficile e viene da lontano, a causa della scarsa comunica zione tra la proprietà e la città che ha creato spaccature ad oggi insanabili. Spero che al più presto si possa risolvere tutto, ma ognuno deve guardare a casa propria: noi siamo concentrati esclusivamente sul nostro progetto e sulla città di Rende.

7) In conclusione: qual è un suo obiettivo personale per il futuro e cosa si augura nel lungo termine per il Rende?

L’obiettivo personale è uno solo: rivedere il Rende Calcio in alto. La società è una creatura mia e di mia moglie, e vederla crescere con i ragazzi del settore giovanile che esordiscono in prima squadra sarà la gioia più grande.
La mia massima priorità sarà sempre rivolta alla nostra scuola calcio, che vanta numeri importanti e tecnici altamente preparati (tutti qualificati UEFA B). L’attenzione al settore giovanile viene prima di tutto; i risultati della prima squadra saranno una naturale conseguenza.

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