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Diritti dei disabili 3 min di lettura 118
30 Lug 2026 · 09:38
Diritti negati

Quando la disabilità visiva richiede il salto con l’asta

La disabilità impone, oltre al consueto rispetto per la persona, anche l’abbattimento delle barriere architettoniche al fine di consentirle il più ampio spazio di autonomia possibile. Purtroppo non è sempre così.

Quando la disabilità visiva richiede il salto con l’asta

La sede

La sede dell’UICI di Vibo Valentia (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), intitolata al compianto presidente Giovanni Barberio, venuto a mancare prematuramente nel 2017 all’età di 38 anni, è il punto di riferimento cittadino per le persone con disabilità visiva.
Qui vengono svolte attività fondamentali di accompagnamento per visite specialistiche e per fare la spesa (utilizzando l’auto sezionale), ma anche convegni sulla prevenzione, screening gratuiti annuali,  Patronato e CAF.

Inoltre, anche grazie ai ragazzi che ogni anno svolgono la loro esperienza di Servizio Civile Universale, l’UICI può garantire un certo grado di efficienza nell’espletamento delle più disparate mansioni, talvolta relative ad attività di ufficio.

La situazione

Se, da un lato, una persona affetta da disabilità può godere del supporto offerto da questa associazione fondamentale, dall’altro l’accesso all’edificio si dimostra essere, troppo spesso, inutilmente difficoltoso. Usando le parole di Giada, una delle volontarie che hanno svolto il SCU, si tratta di «un paradosso tanto evidente quanto imbarazzante»

Tra marciapiedi spaccati, assenza di percorsi tattili, erbacce e deiezioni canine (responsabilità di proprietari incivili), per raggiungere la porta di accesso alla sede ci si deve barcamenare in una selva di ostacoli degna di un film di spionaggio.

Il parcheggio riservato ai disabili, situato di fronte al civico 13 della strada a senso unico di Via San Giovanni Bosco, non di rado viene occupato da chi non ne avrebbe diritto. Fare una battuta su questo comportamento sarebbe facile. Inoltre, è già abbastanza complesso, dato il luogo e la disattenzione dei guidatori che transitano in quella via, riuscire ad attraversare la strada senza venire investiti, figurarsi per una persona cieca o ipovedente.

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Come se ciò non bastasse, nella strada parallela a quella dell’Unione è situato il laboratorio analisi Salus Mangialavori il quale, ovviamente, soffre delle stesse criticità sopra descritte. «Com’è possibile che il punto di riferimento per i cittadini ciechi e ipovedenti sia circondato da un contesto di tale degrado?» si domanda Giada.

In conclusione

Il pericolo di cadere, di sporcarsi, di farsi male nonostante la presenza di accompagnatori e la fatica a orientarsi in maniera autonoma a causa dell’assenza di percorsi tattili e la presenza di barriere architettoniche… Tutto questo rappresenta un concreto rischio per la sicurezza dei soci (e non) dell’UICI di Vibo Valentia.

«L’amministrazione comunale è quindi chiamata a intervenire con urgenza per ripristinare condizioni di sicurezza e piena accessibilità», conclude Giada. I diritti fondamentali di tutti vanno rispettati e fatti rispettare: non basta più chiedere e attendere la grazia da Santa Lucia.

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