Opporsi all’opposizione. Come Vannacci cresce nei sondaggi
Quando un personaggio pubblico dice cose scomode, una parte di politica gli si scaglia contro. Almeno lo si facesse a chi ha potere, anziché a chi sta scalando.
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Se vuoi nascondere un albero, piantalo nella foresta. Proverbio ebraico
Strategia
Qualcuno potrebbe pensare che si sia trattato solo di un caso fortuito. E non si può certo negare che il suo lancio pubblico sia avvenuto in seguito a un articolo del giornale la Repubblica. Quest’ultimo lo ha scoperto attraverso il libro autopubblicato Il mondo al contrario e lo ha reso celebre. Un testo, quello del fondatore di Futuro Nazionale, che è a tutti gli effetti un manifesto politico. Provate a dargli un’occhiata senza pregiudizi e ve ne renderete conto.
Non è stata una mossa casuale: il suo obiettivo è sempre stato quello di arrivare alle masse. In guerra come negli scacchi, il nemico che muove i pezzi è a sua volta un pedone, essendo egli stesso colui che decide cosa comandare ai suoi sottoposti. Un abile condottiero può, dunque, riuscire a entrare nella mente del rivale e muoverne i fili come fosse una marionetta.
Evidentemente, però, non lo ha notato chi, scioccamente, gli ha regalato un palcoscenico. Una pianura incontaminata per un carrarmato contro soldati in cotta di maglia. Il bisogno ossessivo di incasellarlo, di definirlo come il mostro in prima pagina, non ha fatto altro che dargli potere. Se ti attaccano, ti difendi o fuggi: e lui attacca eccome. Sbattuti in prima pagina, si diventa mostri o eroi. E che si sia i buoni o i cattivi di una storia, il palcoscenico diventa di chi se lo prende.
Quindi, arriva la candidatura in Lega tanto desiderata da Matteo Salvini. L’intenzione, probabilmente, aveva un duplice obiettivo: da un lato, imbrigliare la forza dell’ ex generale, divenuto famigerato a causa della Sinistra e, dall’altro, contenere questo gallo ridimensionandone la presenza scenica. Potremmo paragonarlo al tentativo fatto da Giolitti con Mussolini.
Vannacci, dice qualcuno, avrebbe usato il partito fondato da Umberto Bossi per capitalizzare il proprio appeal sulle folle e, successivamente, costruirsi il proprio schieramento.
Il suicidio politico di Salvini è sempre stato evidente.
Sotto gli occhi di tutti
Due galli nello stesso pollaio non possono stare. L’assetto ideologico della Lega, pur cambiato nel corso dei decenni trascorsi dalla sua fondazione nel 1989 – ricordiamo l’ antifascismo del senatùr – non avrebbe mai potuto tollerare un elemento estraneo al suo interno. O meglio: lo avrebbero fatto solo le frange più estreme e i delusi da Salvini. La Sinistra, dal canto suo, priva di una vera strategia e mossa soltanto dal vento del momento, ha deciso di dichiarare guerra a un uomo, un leader di partito i cui numeri sono talmente infimi da non meritare così tanta considerazione.
Tali ingenuità si perdonano a un politico inesperto, non a partiti ormai collaudati. Peccato che il Campo Largo gli abbia fatto opposizione da prima ancora del suo ingresso formale in politica.
Va bene l’antifascismo, tuttavia si combatte un governo, non il nemico pubblico numero uno, soprattutto se ha un evidente talento per il rigirare le dichiarazioni altrui in suo favore. Vannacci è figlio della Sinistra.
E lui è molto abile nell’utilizzo della leva contro il mondo (al contrario). Ciononostante, il cortocircuito più evidente resta la dinamica al lupo, al lupo: se urli al fascista continuamente e nessuno ti ascolta più, se e quando dovesse tornare farà di te la sua preda, perché come tale ti sei posto. Essere Partigiani, essere Resistenza, sono cose serie.
Conclusione
Se vuoi nascondere un albero, piantalo nella foresta recita un proverbio ebraico. E se vuoi scalare, in politica come in qualsiasi ambito, nasconditi in piena vista.
Vannacci usa una strategia talmente ovvia, alla luce del sole, da mettere in imbarazzo una Sinistra brava solamente a cadere nelle trappole piazzate sul terreno.
Peccato che su ognuna di esse ci sia scritto Per cadere nella trappola, azionare qui.








