Contattaci
Pubblicità Pubblicità
Torna alla home
Cronaca 3 min di lettura 278
01 Lug 2026 · 06:55

Sull’odio politico, l’esultanza e la voglia di ghigliottina

Negli ultimi giorni la popolazione italiana è stata colpita dalla scomparsa, nel lago di Vico (VT), del marito della ministra Eugenia Roccella, Luigi Cavallari. A qualcuno piacerebbe urlare «Bentornato, Robespierre!»

Sull’odio politico, l’esultanza e la voglia di ghigliottina
Abiuro, maledico e detesto li suddetti errori e l'eresie... Galileo Galilei

Se si pensasse che il periodo del Terrore, instaurato da Robespierre nel corso della Rivoluzione Francese al fine di epurare la Francia dalla nobiltà (passando per i reali Maria Antonietta e Luigi XVI) fosse finito, si rischierebbe di peccare di ingenuità.
Oggi nessuno viene più ghigliottinato. Secondo alcuni non ci sarebbero neppure abbastanza processi e condanne nei confronti dei politici, già giudicati moralmente da una specifica fetta di popolo, la quale vorrebbe sostituirsi a un equo processo.
Se le fosse possibile, replicherebbe Piazzale Loreto con chiunque reputi “degno” di tale onore.

Ciononostante, la sola superiorità morale che possiede è quella di chi non è ancora stato beccato e può, dunque, urlare allo scandalo.
Se viviamo in uno Stato fondato sul Diritto, lo dobbiamo a quei pensatori che hanno voluto dire basta alla barbarie, ai roghi, alle gogne pubbliche, al carcere come strumento meramente punitivo (vedi Cesare Beccaria). O, almeno, regolamentare tutto questo.
Le responsabilità politiche, reali o presunte, paiono trasmettersi per osmosi agli occhi di alcuni osservatori.

Dunque, la domanda sorge spontanea:
Fermo restando la legittima disapprovazione nei confronti della Ministra per le pari opportunità e la famiglia, perché esultare per la scomparsa del di lei marito?
Perché sovrapporre alcune idee, pur controverse, di una persona alla persona stessa?
Perché appiopparle a chi come unica “colpa” abbia il fatto di aver sposato una persona non gradita ad alcuni? Si ritorna, ancora una volta, alla semplificazione.
La realtà non è semplice e non può essere ridotta a emotività becera, sentimentalismo da piazza e voglia di forconi.

Pubblicità

Una persona è scomparsa e nessuno chiede di dimostrare un interesse attivo nei confronti di qualcuno che non si conosce. Ma l’esultanza, la voglia di infliggere ulteriore dolore su una figura pubblica…
Rendiamo grazie ai pensatori settecenteschi e ottocenteschi, se abbiamo oggi un sistema di leggi a tutela soprattutto di chi non è gradito per le sue idee personali, se non si può costringere qualcuno all’abiura (vedi Galileo Galilei).

Sarebbe il caso di proporre una riflessione sulle vere differenze tra chi sostiene le Destra o la Sinistra, il credere o l’essere atei.

Perché, tolti i principii generali sui quali si fondano queste dicotomie, in media l’atteggiamento di intolleranza è identico tra tutte loro. Non si tratta di invitare a porgere l’altra guancia, quanto a imparare a mettersi in discussione prima di tentare di imporre la propria presunzione su quella dell’altro.
Nessuno dovrebbe essere costretto a rinunciare alle proprie idee e nessuno dovrebbe imporre le proprie agli altri. Soprattutto quando non si abbia la certezza della verità.
Soprattutto quando si bolla l’altro come il cattivo della storia, come se nei millenni di morale ce ne fosse stata solamente una.

Piazzale Loreto è il coraggio degli avvoltoi, non dei rivoluzionari.



Pubblicità