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Politica 2 min di lettura 11
05 Set 2026 · 06:30

Cosenza 2027, De Cicco non scioglie la riserva: «A settembre-ottobre si deve decidere»

Il consigliere regionale Francesco De Cicco guarda alla prossima sfida per Palazzo dei Bruzi e non esclude una candidatura a sindaco. «Sono libero e non devo dare conto a nessun partito»: le sue parole riaprono il confronto sul futuro politico della città.

Cosenza 2027, De Cicco non scioglie la riserva: «A settembre-ottobre si deve decidere»

A Cosenza la campagna elettorale del 2027 non è ancora cominciata, almeno formalmente. Politicamente, tuttavia, i primi movimenti hanno già iniziato a disegnare il possibile campo di gioco.

Francesco De Cicco, consigliere regionale, non scioglie la riserva sulla possibilità di correre nuovamente per la guida di Palazzo dei Bruzi. Lo ha spiegato in un’intervista pubblicata oggi, indicando proprio settembre e ottobre come il periodo nel quale il quadro politico potrebbe diventare sufficientemente chiaro per assumere una decisione.

Il suo eventuale ingresso nella competizione avrebbe un peso particolare perché De Cicco ha costruito negli anni un percorso politico dichiaratamente svincolato dai partiti tradizionali.

Il consigliere regionale rivendica una storia cominciata nel 2011, nei quartieri popolari di Cosenza, prima dell’esperienza amministrativa e della candidatura autonoma a sindaco nel 2021.

La formula che utilizza per descriversi è quella dell’“uomo libero”.

Una definizione che, in vista del 2027, potrebbe diventare anche una precisa collocazione politica.

De Cicco sostiene infatti di non essere entrato ufficialmente in alcun partito e di voler mantenere una propria autonomia nelle scelte future.

La vera novità, però, è rappresentata dalla finestra temporale indicata.

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Settembre e ottobre potrebbero diventare i mesi nei quali inizieranno a prendere forma candidature, alleanze e coalizioni. Una fase nella quale le dichiarazioni pubbliche conteranno quanto, e forse più, delle trattative riservate.

Il tema non riguarda soltanto la candidatura di un singolo esponente.

La prossima competizione per Palazzo dei Bruzi potrebbe infatti modificare profondamente gli equilibri dell’area urbana, soprattutto alla luce delle tensioni accumulate negli ultimi anni e del rapporto sempre più stretto tra politica comunale e politica regionale.

De Cicco, dal canto suo, pone l’accento sul metodo: un programma, sostiene, deve essere costruito «partendo dal bilancio vero», senza promesse finalizzate esclusivamente alla conquista del consenso.

È una dichiarazione che anticipa uno dei temi inevitabili della prossima campagna elettorale: la distanza tra ciò che una città desidera e ciò che un’amministrazione può realmente finanziare e realizzare.

Per ora la candidatura non c’è.

Ma neppure è stata esclusa.

E in politica, soprattutto quando si entra nell’autunno dell’anno precedente alle elezioni, anche una riserva può già rappresentare un segnale.

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