Cosenza, l’emergenza acqua non è finita: «Il Comune chiarisca se l’acqua dei rubinetti è potabile»
A dieci giorni dalle prime ordinanze restano alcune fontane pubbliche interessate dai divieti. La polemica politica si concentra ora sulla potabilità dell’acqua nelle abitazioni delle zone coinvolte.
A Cosenza l’emergenza idrica continua a tenere banco. A dieci giorni dalle prime ordinanze che hanno disposto il divieto di utilizzo dell’acqua in alcune fontane pubbliche, il tema della qualità della risorsa torna al centro del dibattito politico.
A sollevare nuovamente la questione è Primo Manlio Cimino, che ha chiesto all’amministrazione comunale di chiarire in maniera inequivocabile se l’acqua proveniente dai rubinetti delle abitazioni nelle zone interessate dai provvedimenti possa essere utilizzata per il consumo umano.
Secondo quanto riferito da Cimino, alcuni punti della città sarebbero tornati alla normalità, mentre permarrebbero situazioni di non conformità in altre fontane, tra cui quelle di Villa Vecchia, via Campagna e Piazza Piccola, alle quali si sarebbe aggiunta Piazza XXV Luglio.
La questione più delicata riguarda però la formulazione delle ordinanze, che farebbero riferimento a porzioni della rete idrica.
Da qui nasce la richiesta di conoscere con precisione quali utenze siano interessate dai provvedimenti e se siano state effettuate analisi anche sull’acqua destinata alle abitazioni private.
È un tema che, soprattutto in piena estate e con temperature elevate, assume una rilevanza particolare.
L’acqua è uno dei servizi essenziali per eccellenza. Proprio per questo ogni dubbio sulla sua qualità deve essere affrontato attraverso dati scientifici, comunicazioni chiare e informazioni facilmente accessibili ai cittadini.
La polemica politica è destinata dunque a proseguire, ma al di là delle contrapposizioni resta una necessità: chiarezza.
I cittadini hanno bisogno di sapere quali sono le zone interessate, quali parametri sono stati rilevati, quali interventi sono stati effettuati e, soprattutto, quale sia la situazione dell’acqua nelle abitazioni.
In materia di salute pubblica non dovrebbe esserci spazio per l’incertezza.








