Trasporti, la Calabria prepara la riforma: cambia il futuro degli autobus e della mobilità regionale
La Commissione regionale Ambiente e Territorio ha approvato la proposta di legge sulla disciplina del trasporto pubblico locale. Rinviato di pochi giorni il voto definitivo sul Piano regionale dei trasporti: l’obiettivo è ridisegnare il sistema della mobilità calabrese.
Per anni, in Calabria, spostarsi è stato anche un esercizio di pazienza.
Attese.
Coincidenze difficili.
Collegamenti insufficienti.
Paesi isolati.
E la sensazione, soprattutto per chi vive nelle aree interne, che possedere un’automobile sia quasi una necessità assoluta.
Ora la Regione prova a mettere mano al sistema.
La IV Commissione consiliare Ambiente e Territorio ha approvato a maggioranza la proposta di legge dedicata alla disciplina dei servizi di trasporto pubblico locale, mentre per il Piano regionale dei trasporti è stato deciso un breve rinvio, con il voto definitivo atteso entro la prima parte di settembre.
È una notizia tecnica.
Ma dietro la tecnica si nasconde una questione profondamente quotidiana.
Il trasporto pubblico determina la qualità della vita.
Una buona rete di autobus può permettere a uno studente di frequentare l’università.
A un anziano di raggiungere un ospedale.
A un lavoratore di accettare un impiego.
A un giovane di vivere in un piccolo comune senza sentirsi completamente isolato.
È questa la grande sfida della Calabria.
La mobilità non può essere considerata soltanto una questione di strade.
Le strade servono.
Le infrastrutture servono.
Ma serve soprattutto un sistema.
La riforma punta proprio a ridisegnare l’organizzazione del trasporto pubblico locale, in una regione caratterizzata da una geografia complessa.
Montagne.
Borghi.
Lunghe distanze.
Aree interne sempre più spopolate.
Il rischio, però, è sempre lo stesso.
Che le grandi riforme restino sulla carta.
La vera prova comincerà quando le norme dovranno trasformarsi in autobus.
In orari.
In collegamenti.
In servizi reali.
Perché il cittadino non giudicherà una legge leggendo un testo.
La giudicherà alla fermata.
Aspettando un autobus.
La Calabria ha bisogno di una mobilità moderna anche per combattere lo spopolamento.
Un piccolo paese può sopravvivere soltanto se continua a essere collegato.
Con le scuole.
Con gli ospedali.
Con le città.
Con le stazioni.
La mobilità, in fondo, è una forma di cittadinanza.
Chi non può spostarsi liberamente è meno libero.
Ed è per questo che la riforma del trasporto pubblico potrebbe rappresentare una delle partite più importanti dell’autunno calabrese.
Perché una regione che vuole crescere deve prima di tutto permettere ai suoi cittadini di raggiungere il futuro.









