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Cronaca 2 min di lettura 121
24 Lug 2026 · 08:30
IN AGGIORNAMENTO

Confiscati beni per cinque milioni a imprenditore legato alla ‘ndrangheta: nuovo colpo al patrimonio dei clan nel Reggino

Nuova operazione della Guardia di Finanza contro i patrimoni riconducibili alla criminalità organizzata. Nel Reggino sono stati confiscati beni per un valore di circa cinque milioni di euro all'imprenditore Domenico Laurendi, coinvolto nell'inchiesta "Eyphemos".

Confiscati beni per cinque milioni a imprenditore legato alla ‘ndrangheta: nuovo colpo al patrimonio dei clan nel Reggino

Ancora un duro colpo ai patrimoni della criminalità organizzata in Calabria. La Guardia di Finanza ha eseguito un provvedimento di confisca definitiva nei confronti dell’imprenditore Domenico Laurendi, ritenuto dagli investigatori contiguo alla cosca Alvaro nell’ambito dell’operazione antimafia “Eyphemos”. Il valore complessivo dei beni sottratti supera i cinque milioni di euro.

Il provvedimento riguarda immobili, terreni, società e disponibilità finanziarie che, secondo gli accertamenti patrimoniali svolti nel corso delle indagini, sarebbero stati accumulati attraverso attività riconducibili agli interessi dell’organizzazione criminale. La confisca rappresenta uno degli strumenti più incisivi nella strategia di contrasto economico alle mafie.

L’operazione si inserisce nel più ampio percorso investigativo sviluppato dall’inchiesta “Eyphemos”, che negli ultimi anni ha consentito di ricostruire gli assetti della criminalità organizzata in un’ampia porzione della provincia di Reggio Calabria, facendo emergere presunti collegamenti tra esponenti delle cosche e ambienti economici e imprenditoriali.

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Le istituzioni sottolineano come l’aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati rappresenti un passaggio fondamentale nella lotta alla ‘ndrangheta. Colpire le ricchezze delle organizzazioni mafiose significa infatti ridurne la capacità di infiltrazione nell’economia legale e restituire risorse alla collettività.

La Guardia di Finanza ribadisce che il contrasto ai flussi finanziari della criminalità organizzata continuerà a rappresentare una priorità operativa, attraverso un costante lavoro di analisi patrimoniale e di collaborazione con l’autorità giudiziaria.

L’operazione conferma ancora una volta come il contrasto alla ‘ndrangheta non si sviluppi soltanto sul piano repressivo, ma anche su quello economico, privando le organizzazioni criminali delle risorse necessarie per consolidare il proprio potere sul territorio.

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