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Cinema 5 min di lettura 55
20 Ago 2026 · 15:28

Spider-Man: Brand New Day supera i 2 MILIARDI al box office

Finalmente il momento è giunto. Dopo cinque anni dall'uscita di No Way Home, arriva nelle sale cinematografiche il nuovo film sull'arrampicamuri. E questa volta sembra di sfogliare le pagine di un fumetto.

Spider-Man: Brand New Day supera i 2 MILIARDI al box office

È tornato

Spider-Man, interpretato da Tom Holland  sin dal suo debutto nel 2016 in  Captain America: Civil War, torna al cinema con un nuovo regista e una storia che, finalmente, sembra uscita dai fumetti. Se i primi tre film erano stati diretti da Jon Watts, quest’ultimo capitolo è stato firmato da  Destin Daniel Cretton, regista nel 2021 di  Shang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli.

La storia prende il via dopo alcuni anni dagli eventi di  No way home, con un  Peter Parker al college che deve destreggiarsi tra la sua vita personale e i suoi doveri da supereroe

Da un grande potere…

Spider-Man è un eroe diverso dagli altri. Nei primi fumetti nati dalla mente di  Stan Lee  e dai disegni di  Steve Ditko, Peter è un ragazzo al termine del liceo che vive con gli zii May e Ben. Quando ottiene i poteri, nelle prime fasi li usa per il proprio tornaconto: sarà la morte di Ben a cambiarlo, portandolo su una strada fatta di responsabilità. L’amichevole Spider-Man di quartiere  è il prototipo del supereroe con superproblemi, perché fa fatica ad arrivare alla fine del mese e la sua seconda identità gli impedisce di dedicare abbastanza tempo ai rapporti con gli altri, in particolare a Gwen Stacy prima, e a Mary Jane Watson poi.

Il numero #121 di  The Amazing Spider-Man rappresenta un punto di non ritorno per il personaggio e mostra il fallimento e il dolore dell’eroe che non riesce a salvare chi ama, oltre al tormento di essere stato egli stesso, forse, la causa di quanto accaduto. 
È una vita fatta di  rinunce e di sacrifici, quella dell’Uomo Ragno. 
Oltre ai vari nemici contro i quali si scontra, il  Daily Bugle (giornale di  J. Jonah Jameson) fa di tutto per distruggerne l’immagine pubblica, al fine di spingerlo a mollare  o a farlo arrestare.

Un esempio classico è dato dal volume #50 intitolato  Spider-Man: No more!, del 1967.

Il film

La storia ruota attorno al tentativo di Peter di bilanciare il suo essere un eroe con la vita da persona normale. I suoi  poteri iniziano a potenziarsi e deve decidere chi vuole essere: un eroe, una persona qualunque o entrambe le cose. Inoltre, deve gestire il suo rapporto con la ex  MJ e il miglior amico Ned (interpretati rispettivamente da  Zendaya Jacob Batalon). 

Grazie al cambio di stile registico, finalmente “sentiamo” New York, vediamo Spidey  oscillare tra i grattacieli   della  Grande Mela e combattere contro  ScorpionLa mano Hulk
La presenza di  The Punisher è ben gestita: Frank Castle, interpretato da  Jon Bernthal sin dalla seconda stagione della serie TV di  Daredevil, non è messo lì a caso.

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Il ruolo di  Sadie Sink, la  Mad Max  di  Stranger Things, è il fulcro attorno al quale ruotano gli eventi della pellicola. Unica nota dolente è il fatto che la presenza del suo personaggio non è stata del tutto spiegata, ma il MCU  è un progetto in divenire e ci sarà il modo di conoscerlo meglio. 

E per quanto riguarda la dinamica del Man-Spider? Senza entrare nei dettagli, i cambiamenti che subisce sono la manifestazione fisica (e metaforica) della mancanza di equilibrio tra l’essere Peter e l’essere eroe. Pur con qualche riserva (critiche più in basso)

Valutazione

Non è un film perfetto, ma è la miglior trasposizione dell’ arrampicamuri da quando esiste l’ Universo Cinematografico Marvel. L’arrivo di Cretton alla regia si respira in ogni scena: New York è  viva, Spider-Man è quasi interamente da solo (finalmente) nonostante la presenza di Frank Castle che, però, non gli fa da balia (a differenza di Tony Stark, degli altri due Peter Parker  e di  Nick Fury). Non è esagerato dire che si tratta di un autentico atto d’amore nei confronti dello spararagnatele

Se avete letto  Civil War, avrete una piacevole sorpresa durante la visione. 
Non uscite dalla sala prima del termine dei titoli di coda

Alcune critiche (SPOILER)

L’app di Ned non ha senso: permette a chiunque, anche ai nemici, di tracciare la posizione di Spider-Man. Questo sistema è potenzialmente pericoloso anche per la sua identità segreta. Inoltre, sarebbe stato interessante vederlo lasciare andare sia Ned che MJ, magari decidendo di prendere un caffè con la vicina che si vede a inizio film, chiaramente interessata a lui. E perché Ned, alla fine, si ricorda del suo amico, mentre MJ no, nonostante avessero una storia d’amore? C’entra, forse, il fatto che lei abbia “sostituito” Peter con una relazione nuova, mentre Ned non abbia altri amici al di fuori di lei (almeno da quel che si vede)? 
E poi, che lavoro fa? Come può permettersi un affitto a New York, benché in un magazzino?
Un ultimo problema, ma non per importanza: da dove arriva Jean Grey che, come sappiamo, è una mutante del gruppo degli X-Men

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