Due anni senza Ilaria Mirabelli: Cosenza non dimentica
Il 25 agosto 2024 la morte di Ilaria Mirabelli sconvolse la città. A due anni dalla tragedia familiari, amici e tifosi rossoblù si sono ritrovati per ricordarla. La vicenda giudiziaria è ancora aperta.
Ci sono assenze che il tempo non riesce a rendere meno dolorose.
A due anni dalla morte di Ilaria Mirabelli, Cosenza torna a ricordare una donna la cui vicenda ha profondamente segnato la città. Il 25 agosto 2024 Ilaria perse la vita dopo che l’auto sulla quale viaggiava lungo la strada della Sila uscì fuori strada. Il suo corpo fu ritrovato a circa cinquanta metri dal punto dell’impatto.
Ieri amici, familiari e tifosi del Cosenza Calcio si sono ritrovati in città per ricordarla. Un momento di raccoglimento che ha unito il dolore privato della famiglia alla partecipazione di una comunità che, negli anni, aveva imparato a conoscere Ilaria anche attraverso la sua passione per i colori rossoblù.
A due anni di distanza, però, resta ancora una domanda fondamentale: che cosa accadde quella notte?
La vicenda giudiziaria prosegue. L’unico indagato è Mario Molinari, che si trovava con Ilaria nell’automobile al momento dell’incidente ed è a processo per omicidio stradale aggravato.
La giustizia seguirà il proprio percorso e sarà nelle aule giudiziarie che dovranno essere ricostruiti fatti, responsabilità e circostanze.
Fuori dalle aule resta invece la memoria.
Ed è forse proprio la memoria il modo attraverso il quale una comunità riesce a sottrarre una persona alla freddezza delle cronache. Dietro il titolo di un giornale, dietro una data, dietro una fotografia c’è una donna, una storia, una famiglia e una rete di affetti che continua a confrontarsi con un’assenza.
Per Cosenza il 25 agosto non è dunque soltanto una ricorrenza.
È una giornata nella quale il dolore torna a farsi presente, insieme alla richiesta di verità che accompagna una tragedia ancora inscritta nella memoria collettiva.
Ricordare Ilaria significa soprattutto questo: impedire che il trascorrere degli anni trasformi la sua storia in una semplice pagina d’archivio.








